Die Erinnerung macht frei

Mio nonno passò qualche mese in un campo di lavoro austriaco non meglio identificato. Non ha mai voluto dire più di questo, si limitava a citare questa sua esperienza di tanto in tanto, poi taceva.  Una volta, però, lo raccontò a mia madre. Che, poi, lo ha raccontato a me. Io un giorno lo racconterò ai miei figli, se ne avrò, o ai figli di altri, che importa. L’importante non è chi o cosa ricordiamo, ma è perchè. Ci sarebbero molti altri stermini, milioni di vittime anonime dell’insensatezza umana, sarebbero necessarie molte giornate della memoria e comunque, anche allora, qualcuno sarebbe tralasciato. Io stasera accenderò una candela non solo per la shoah, ma per tutte le persone che sono state ingiustamente sterminate e che qualcuno vorrebbe dimenticare. Per riaccendere la fiamma del passato.

Il passato, proprio lui, ci rende ciò che siamo.

Proviamo a sbarazzarcene, a lasciarcelo alle spalle ma lui rimane.

Perché quando ci guardiamo allo specchio, nei nostri occhi possiamo vedere i loro occhi. E sappiamo che vedremo i loro occhi in quelli di ogni bambino che nascerà.

Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo essere migliori conoscendolo, portandolo dentro.

Die Erinnerung macht frei.

Il ricordo rende liberi.

#nonsoloungiornodellamemoria

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