I wish I was Finnish

Ultimamente, tutte le recensioni che ho tentato di scrivere sono diventate dei poveri aborti, destinati forse a marcire tra le bozze per il resto della vita. Quindi questa volta ho cambiato tecnica e ho preso appunti: ogni volta che leggevo, mi appuntavo le considerazioni subito, così da non rimanere come in trance davanti al cursore lampeggiante. Risultato: “Io speriamo che me la cavo!

Titolo: L’Anno della Lepre

Autore: Arto Paasilinna

Casa editrice: Iperborea

Questo libro, terza fatica editoriale di Paasilinna e prima a giungere in Italia, è dedicato a chi riesce a credere nel lato assurdo dell’esistenza. Vatanen, protagonista del romanzo, viene sconvolto nel profondo dall’incontro con una piccola lepre. Talmente a fondo da capire, d’un tratto, che la vita che conduce gli sta stretta e forse preferisce rimanere in campagna col piccolo animale piuttosto che ritornare al suo lavoro di giornalista, da una moglie che non ama, in una casa arredata con (dubbio) gusto. Agisce quindi d’impulso, contro ogni logica: rimane con la lepre. Inizia così il lungo viaggio di Vatanen attraverso la parte selvaggia della Finlandia, vivendo alla giornata, di lavori occasionali e dell’ospitalità gentilmente offerta (ma non sempre guadagnata) dei paesani sempre accompagnato dalla piccola lepre. Quella di Vatanen è una fuga dal mondo civilizzato che, d’un tratto, diventa addirittura ostile per trovare rifugio nella primitività e nella purezza del rapporto con la lepre, che diventa il passepartout per la riscoperta di se stesso, per la depurazione dalle ipocrisie della civiltà contemporanea.

L’Anno della Lepre non è solo un ritratto di due Finlandie, quella amena e quella urbana, ma un vero e proprio inno a questa terra, in un mix perfetto di ironia  e introspezione.

Attraverso le esperienze concrete, gli elementi tangibili e quasi ruvidi del quotidiano di Vatanen, Paasilinna veicola un messaggio impalpabile, interiore, quasi spirituale, che il lettore percepisce sotteso al testo in modo quasi involontario. Lo stile dello scrittore impeccabile e senza sbavature, scorrevole senza essere precipitoso, rende la lettura un piacere, ma anche una scoperta. Ci troviamo a spiare Vatanen, senza tuttavia mai “essere” Vatanen, invidiandolo però un tantino. L’umorismo di Paasilinna è brillante ma non ingombrante e ha la strana capacità di far sembrare credibile qualsiasi assurdità.

Consiglio la lettura a chiunque, io personalmente lo ritengo il miglio acquisto dell’ultimo periodo, anche da grande amante degli animali quale sono.

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