Panegirico delle lingue dimenticate

I pochi che mi seguono sapranno per certo che ho scelto di dedicarmi allo studio delle lingue antiche, dicasi il greco ed il latino. A queste ultime si sono aggiunte, nell’ultimo anno, anche l’ebraico biblico e l’accadico. Questi affascinanti idiomi spesso dimenticati, però, sono spesso definiti morti. Sì, certo, tristemente queste lingue non vengono più parlate nella forma studiata da me ed altre anime devote, ma vivono ancora nelle loro moderne trasformazioni – nelle lingue romanze, nel greco moderno. Esse, a loro volta, erano evoluzioni di altri linguaggi arcani, dei quali esistono soltanto ipotetiche ricostruzioni. Questo è il problema: poche lingue muoiono sul serio, sebbene si tenti spesso di ucciderle.

Non sarò qui a dirvi che il latino e il greco vi aprono la mente. Sono frittate che probabilmente vi sarete visti rigirare più e più volte.

Non vi dirò nemmeno che la comprensione dei linguaggi passati è una delle chiavi per capire il linguaggio del presente, perché a molti di voi probabilmente non interessa capire.

Non voglio convincere coloro che pensano che il greco, il latino e tutte le lingue che furono siano inutili vezzi da eruditi: non mi interessano i dialoghi impossibili.

Mi rivolgo a chi ama la cultura, a chi pensa che la nostra storia sia importante. Anche le lingue sono la nostra storia, ed è giusto che restino vive.

Se vi sentite chiamati in causa, firmate la petizione.

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