Chasing Patrick Rothfuss (and Scott Lynch)

Allora….abitare a Londra ha parecchi vantaggi. Oltre alle ovvietà che vi saranno venute in mente, io aggiungo che ci sono biblioteche, tante biblioteche. E librerie, a centinaia. E università, e convegni, e conferenze. Insomma, un paradiso della -nerditudine- conoscenza per i disperati wannabe-studenti come me.

Il mese scorso sono stata al Keeling Colloquium sulla filosofia antica. Visto che vedo già pomodori all’orizzonte, vengo al sodo. Quella stessa settimana, Patrick Rothfuss, autore di The Name of the Wind (di cui ho cantato le lodi nel mio post precedente), era a Londra per una signing session da Forbidden Planet. Non starò qui a raccontarvi delle peripezie per arrivarci e del mio status psicofisico da sopravvissuta ad un’overdose di filosofia antica e aulin: saltiamo al fatto che sono giunta in loco per sentirmi dire che la fila era già troppo lunga e che quindi io, armata di una caparbietà mai vista prima, ho deciso di spostarmi alla location della Q&A e di attendere. L’evento si è svolto al The Phoenix Artist Club, posticino accogliente di atmosfera piuttosto rilassata; sono riuscita a raggiungere il luogo più o meno alle 18.30. I due scrittori sono riusciti a raggiungere il locale non prima delle 21.00: la fila dei fans accorsi per un autografo era molto lunga e non volevano mandarli via senza averli accontentati. 

Nella sfortuna generale, in realtà mi è andata abbastanza bene: la sala era già quasi piena al mio arrivo, così che ho finito per condividere il tavolo con altri tre ragazzi conosciuti lì che si trovava esattamente dove sta il palco: in un paio d’ore, ho avuto gli autori letteralmente ad un palmo di naso. Ma veniamo alle Q&A vera e propria, quella prima di cui il buon Pat ha dovuto far presente che non voleva domande riguardo all’uscita dell’attesissimo terzo volume della saga The Kingkiller Chronicle (né riguardo alla propria barba).

  1. a P. Rothfuss è stato chiesto come procedevano i lavori per Worldbuilders (una charity fondata dall’autore che si occupa di raccolta fondi tramite la vendita di gadget e copie autografate di libri e giochi collezionabili, col contributo di altri autori – tra i quali, Neil Gaiman). L’autore ha dichiarato che i lavori stavano procedendo bene (ora la charity è attiva, NdA), anche grazie al contributo di altri autori che avevano deciso di collaborare. Rothfuss ha aggiunto anche che è in lavorazione il nuovo calendario….quindi stay tuned e pensateci, per una buona causa!
  2. Ai due autori è stato chiesto successivamente riguardo le lettere di rifiuto che hanno ricevuto tentando di pubblicare i loro lavori. Mentre Scott Lynch ha rivelato che l’unica lettera di rifiuto gli è stata inviata dalla Steve Jackson Games (Lynch, infatti, prima di darsi alla scrittura, si occupava di game-design, NdA), rivelando una storia editoriale abbastanza tranquilla, Patrick Rothfuss ha molto più da dire: ha affermato di non aver mai provato a far pubblicare il suo primo libro almeno per i primi otto anni. Appena finita la stesura, decise di provare a contattare l’agente di Neil Gaiman (giusto per volare basso….), che ovviamente rispose con un due di picche. L’autore comunque ha ammesso di riconoscere che all’epoca il manoscritto aveva parecchie carenze (non c’erano Devi, Auri e parte dei personaggi, Master Lorren non aveva alcun problema con Kvothe e lo aiutava nelle ricerche, e così via) e che riconosce che le prime cinquanta pagine siano tuttora molto lente, nonostante siano stati fatti molti progressi rispetto alla versione precedente. Entrambi poi hanno espresso un certo astio nei confronti di quegli editori che invece di aiutarti nel tuo percorso verso la pubblicazione, tentano di rifilarti un libro di consigli da loro appositamente scritto.
  3. Successivamente, il pubblico ha chiesto quale fosse il ruolo degli editori nella pubblicazione del libro. Entrambi hanno concordato sul fatto che la supervisione del loro editore ha contribuito a migliorare di molto il risultato finale. Patrick Rothfuss fornisce dettagli ulteriori: la sua editor lo ha aiutato molto a diventare un autore “pubblicato”. Ha dichiarato che è molto semplice scrivere per hobby, ma il fatto che d’un tratto diventi un lavoro non è un passaggio sempre facile da affrontare. Si è accorto di questo durante la stesura del secondo libro, The Wise Man’s Fear, durante la quale non riusciva a bilanciare la vita privata con la scrittura. Alla scadenza lo scrittore inviò il lavoro fatto e la sua editor lo chiamò dicendogli che il libro non sarebbe mai stato pronto in tempo per la pubblicazione; Patrick disse che avrebbe scritto 13 ore al giorno, perché aveva promesso ai lettori che sarebbe stato pronto; lei, però, tolse il libro dalla produzione per permettere a Patrick di lavorare con calma senza trascurare la propria vita e se stesso (durante la stesura era ingrassato di “10 stones”, NdA). Per questo Rothfuss è particolarmente grato alla sua editor, per aver aiutarlo a muoversi in questa nuova dimensione senza ledere la sua quotidianità.
  4. La  domanda successiva riguardava la struttura: come hanno deciso i due autori di optare per il narratore onnisciente piuttosto che la narrazione in prima persona o altro? Scott Lynch è del parere che la narrazione in prima persona non avrebbe permesso di rivelare importanti particolare ai lettori, ed è quindi molto più comoda; Patrick Rothfuss ha optato per una narrazione a cornice, in modo da avere sia la narrazione onnisciente, che una certa tensione nella storyline.
  5. Successivamente è stato chiesto riguardo a possibili adattamenti cinematografici delle opere di Lynch e Rothfuss. Entrambi gli autori furono contattati per probabili progetti, ma niente è andato finora in porto.
  6. Infine, è stata chiesta una citazione preferita. Ammetto di non ricordare la risposta di Scott Lynch (non conosco le sue opere…), chiedo venia. Patrick Rothfuss risponde: “Do you know how strange that is to me?” (Denna, parlando delle maniere di Kvothe durante un’incursione notturna nel giardino del Maer, NdA); questa domanda, secondo l’autore, racchiude l’essenza del rapporto tra Kvothe e Denna.

Dopo la sessione, entrambi gli autori hanno accettato di autografare le copie di coloro che non erano riusciti ad averlo in precedenza. Anche io sono quindi riuscita e io e il mio ragazzo abbiamo fatto anche un paio di foto con lui. Sono una bambina felice…. 🙂

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