L’eterno ritorno: dalle fan-fiction ai libri, dai libri alle fan-fiction

Spoiler alert: in questo post parlerò di fan-fiction, e non sempre in modo lusinghiero.

Il “tanto atteso” film tratto da 50 Sfumature di Grigio sta per sbarcare nelle sale. Questa mi è sembrata l’occasione adatta per tirare fuori dal pozzo un post che scrissi tempo fa riguardo ad un altro libro, ma che parla anche di 50 Sfumature. Ogni scusa è buona per aggiornare il blog, insomma. [SARCASM] Buona lettura!

Scommetto che sia capitato anche a voi, avidi lettori, di affezionarvi ad un personaggio; vi sarà capitato, vero?, di chiudere un libro senza realmente staccare la spina da esso, continuando a immaginare le sorti di questo o quell’eroe nella vostra testa, con le vostre parole, a modo vostro. Eventually, l’avete anche scritta questa vostra reverie; forse l’avete tenuta per voi, forse l’avete pubblicata in qualche sito apposito. Magari, l’esperienza vi è piaciuta, è stata appagante, e quindi avete continuato a farlo, con lo stesso personaggio, con lo stesso libro, con altri libri: benvenuti nel mondo delle fan-fiction.

Tuttavia, ho deciso di scrivere questo articolo non per parlare di fan-fiction per se, ma per parlare di libri tratti da fan-fiction. Ho iniziato a leggere The Mortal Instruments – City of Bones dopo una disastrosa serata film con mio cugino. Mi dispiace, ma nemmeno l’allure di Jamie Campbell-Bower (I feeeeeeel youuuuu, Johannaaaaaaa……) è riuscito a farmi passare sopra alla totale mancanza di coerenza interna della trama in alcuni punti. Il giorno dopo, ancora sconvolta e incredula, recupero il libro, perché non riesco a capacitarmi che un frullato di cose-persone-demoni-meh! sia stato dato alle stampe e si sia pure deciso di produrne un film (sono una persona fondamentalmente ingenua): sono convinta nel profondo che qualcosa sia andato tremendamente storto nella produzione del film. Questa sensazione ancestrale e immotivata era talmente forte da farmi mettere in pausa il libro che stavo leggendo, con cui sto avendo altre issues (di cui scriverò prossimamente), per leggere il primo volume della saga, pubblicato in Italia col titolo “La Città di Ossa”.

Il libro, mi è piaciuto abbastanza. Non mi aspettavo fosse un capolavoro della letteratura mondiale, né che mi rivelasse verità esistenziali in inaspettate epifanie. City of Bones non brilla nell’intricata massa di libri young-adult dati alle stampe negli ultimi anni, ma non mi sentirei nemmeno di infamarlo, visto che tutto sommato mi ha intrattenuta abbastanza. Ieri, però, la scoperta: stavo facendo delle ricerche sull’autrice, per capire un po’ di cose (tipo: quanti libri formano la saga, se ha scritto altro, ecc.) e scopro che Cassandra Clare ha alle spalle una torbida storia di plagio e scrittura di fan-fiction (tanto da cambiare il nome di penna ufficiale per ingannare google). Secondo le fonti che ho letto, nessuna ufficiale, alcune sospetto particolarmente tendenziose e propense al cat-fight, la Clare, quando scriveva fan-fiction a tema Harry Potter, avrebbe plagiato vari lavori altrui, inserendone citazioni più o meno verbose negli scritti poi pubblicati col suo pseudonimo. Lei si difese proclamando le le suddette citazioni degli “omaggi” all’autore; l’internet, però, non perdona e ancora oggi potete trovare recensioni dei suoi lavori piene di astio che non esitano a ribadire come la Clare abbia preso a piene mani da una fan-fiction potteriana precedentemente da lei scritta per alcuni dei momenti di City of Bones, e come alcuni personaggi ricalchino spietatamente alcuni della saga della Rowling (provare per credere).

Dopo questa scoperta mi sono crogiolata nella mia sospensione d’incredulità per qualche secondo: dopo la mia battaglia contro 50 Sfumature di Grigio, ero caduta nella stessa trappola, un libro tratto da una fan-fiction. La legge del contrappasso. Il mio problema, però, non sono le fan-fiction: sono tuttora una lettrice del genere, conosco autrici di fan-fiction che meriterebbero la possibilità di poter pubblicare qualcosa di loro. Io non mi sono mai sentita a mio agio con l’idea di “mess up” con i personaggi di qualcun altro, però ho letto prodotti veramente ben scritti e meritevoli, di persone che conoscono la lingua italiana e hanno una mente narrativa più sviluppata di altri “scrittori” pubblicati da grosse case editrici negli ultimi anni. City of Bones in un certo senso conserva lo spirito della fan-fiction: è veloce, witty. Si sente che è stato improntato su un tipo di pubblico abituato a prendere le storie a bocconi. I personaggi possono risultare un po’ bidimensionali, ma c’è un world-building piuttosto coerente sotto che regge la trama. Non è un romanzo di ampio respiro, ma nemmeno mi aspettavo che lo fosse.

Non credo sia semplice passare dalla forma mentis dell’autrice di fan-fiction alla lunghezza potenzialmente infinita del romanzo, quindi ci sono cose che posso perdonare.

Non voglio difendere Cassandra Clare dalle accuse di plagio. Non mi sento nemmeno di poter discutere la cosa oltre, visto che nella mia percezione delle cose, le fan-fiction sono intrinsecamente plagio, in qualche modo (NB: questa è una considerazione personalissima di come mi sento io riguardo alle fan-fiction, ma non c’è alcuna condanna del mondo delle fan-fiction dietro, penso solo che accusare qualcuno di auto-plagio quando la fonte originale sono scritti di proprietà intellettuale dell’autrice non vincolate da contratti editoriali che a sua volta si basano su scritti di qualcun altro, in un tacito plagio; per il plagio esplicito di altri autori chiaramente il mio giudizio è diverso e la ritengo un’azione deplorevole, ma lascio la questione alla Clare e alla sua coscienza).

Continuo a pensare però che la Clare sia migliore della James. Perché? Ho letto soltanto il primo capitolo di 50 Sfumature di Grigio (1) e francamente ha urtato me sia come donna che come essere umano. Onestamente, qualsiasi persona con un’istruzione elementare dovrebbe sentirsi offesa dall’inconsistenza narrativa di tale scritto. Non sono nemmeno riuscita a trovarci qualcosa di witty o scorrevole. Parlando dello scenario, lei, intelligente, un po’ imbranata (vediamo, tipo Bella di Twilight? Ma va?), capitola dopo solo due minuti col belloccio riccastro: proprio non le connettono più le sinapsi.

Da Ally Mcbeal con furore

Chiaro. Sentivamo proprio il bisogno di una nuova sacco di patate eroina che smette di essere funzionale appena il belloccio entra in scena. Forse sono stata un po’ dura. In effetti è successo anche a me di avere un’infatuazione tale da mandarmi in confusione…sì, avevo 15 anni. Poi chiaro, io ho l’intelligenza emotiva di Ally McBeal (giusto per rimanere in tema), per cui non è che sia un brillante esempio di socialità. Comunque, la cosa che mi fa arrabbiare più di tutte è che questo libro ha sdoganato un’idea del sesso (specie tutto ciò che ruota intorno al mondo del BDSM) che mi sembra semplicistica e poco sana, specie considerando che Anastasia (sì, ha pure un nome) è ancora vergine (!!!) all’inizio delle vicende.(2) Se poi vogliamo spingerci a parlare del fantomatico Christian Grey, il belloccio che trasuda soldi e regali costosi, ci sono infinite sfumature di cose sbagliate da commentare: il suo alimentare un rapporto tossico con Anastasia; il suo essere abusive, che non ha nulla a che fare col l’ideologia del BDSM; il fatto che invece di conquistarsi la fiducia della protagonista con i metodi tradizionali, le compra regali costosi, che costantemente lei prova a rifiutare, dimostrando così anche disprezzo per l’opinione e l’individualità di lei.

Pronto???

Questo sì che è un modello di relazione sana a cui i giovani dovrebbero ispirarsi, altroché! [SARCASM]

Di fronte a queste 50 sfumature di lande desolate di narrativa, le accuse di plagio nei confronti della Clare sembrano ridimensionate: almeno lei ha scritto qualcosa di leggibile. Che poi non riesca a farsi apprezzare narrativamente parlando oltre metà della trilogia e che alcuni “colpi di scena” siano in realtà telefonatissimi, è un’altra storia.

 

(1) Qui una recensione più estesa del romanzo.

(2) Qui articolo interessante in inglese per approfondire il punto di una persona che pratica sul serio BDSM.

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One thought on “L’eterno ritorno: dalle fan-fiction ai libri, dai libri alle fan-fiction

  1. giuliacursi ha detto:

    Non sapevo delle accuse di plagio della Clare. Trovo i suoi libri piacevoli, non dei capolavori, ma ti fanno passare il tempo. (Il film è insensato sotto diversi punti di vista).

    Un altro motivo per evitare 50 sfumature di grigio, un argomento delicato come il BDSM dovrebbe essere trattato con serietà, ormai è una moda… >.<

    Un webcomic che parla dell'argomento e lo spiega in maniera sensata: http://shiniez.deviantart.com/gallery/35675685/chapter-1-completed

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