Questioni in Sospeso – il 2015 in libri

Ho passato parte del 2015 a iniziare a scrivere recensioni di libri, senza riuscire a finirle.

Questo format evidentemente per me non funziona, quindi ho deciso di fare una prova col contrario per concludere l’anno almeno con un post finito e pubblicato.

Passiamo quindi senza indugio all’elenco di libri che non ho finito quest’anno:

  1. J. S. Le Fanu, In a Glass Darkly: probabilmente mi aspettavo qualcosa di meno “ottocentesco”, che lo fa entrare dritto nella categoria non sei tu, sono io. La cornice della storia non mi intrigava particolarmente, e rendeva la lettura ancora meno scorrevole. Abbandonato a metà prima di raggiungere Carmilla.
  2. G. Perec, La Scomparsa: questo romanzo è stato scritto originariamente in francese senza mai usare la lettera e, rendendolo probabilmente l’incubo ricorrente dei traduttori. La trama dovrebbe essere una parodia di un romanzo noir; io ero troppo occupata a cercare parole sul dizionario per riuscire a concentrarmi sul filo. La lettura in inglese era complessa, poco piacevole e mi ha scoraggiata molto presto.
  3. V. Nabokov, Lolita: non sono sicura che riuscirei a sintetizzare in poche righe tutto ciò che trovo di sbagliato in questo romanzo. La voce narrante è morbosa, il testo è morboso e disturbante. Non ce l’ho fatta ad andare avanti, la tentazione di prendere a legnate Humbert Humbert prevaricava il piacere della lettura costantemente.
  4. H. Macdonald, H is for Hawk: libro sbagliato nel momento sbagliato. Volevo interrompere la lettura della saga della Torre Nera tra volume 6 e 7. La mia forza di volontà ha ceduto molto presto, e ho rimandato la lettura a tempi migliori
  5. S. King, The Dark Tower VII – The Dark Tower: chiaramente il mio affezionato ebook reader mi ha abbandonata a 200 pagine dall’inizio. Sono ancora ignara della fine della saga perché non ho ancora ceduto a comprare il cartaceo non esattamente tascabile di questo volume. Qualcosa mi dice che dovrò porre rimedio in fretta.
  6. D. De Lillo, Americana: quando passi la maggior parte del tempo a chiederti “ma cosa diamine sto leggendo?”, è un chiaro segno che è tempo di passare oltre. Io però sono caparbia, ho tenuto duro e ho sono passata al livello successivo, “tutto questo non ha senso”. Poi ho chiuso perché la pazienza è la virtù dei forti, e la forza è esattamente la qualità che mi manca al mattino sulla metropolitana prima di andare a lavoro.

E voi? Cosa avete ributtato sullo scaffale quest’anno?

 

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